Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Tiziano Feriani, pubblicato su NT+Lavoro – IlSole24Ore il 22 Luglio 2025, che analizza come la Corte d’appello di Campobasso, con sentenza 43/2025 del 30 giugno, abbia riformato la decisione del Tribunale di Larino – che aveva ritenuto illegittimo il licenziamento di un’operatrice sociosanitaria in seguito all’applicazione, nei suoi confronti, della misura cautelare dell’interdizione per 6 mesi dall’esercizio dell’attività lavorativa – dichiarando la legittimità del medesimo.
Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Francesco Torniamenti, pubblicato su NT+Lavoro – IlSole24Ore il 21 Luglio 2025, che analizza come, in base all’articolo 2112 del Codice civile, il trasferimento di un ramo d’azienda comporti il passaggio, in capo alla società cessionaria, dei rapporti di lavoro attinenti al ramo ceduto. Se la cessione viene giudizialmente dichiarata illegittima, il lavoratore precedentemente ceduto acquisisce il diritto di ritornare in servizio presso la società cedente. Ma cosa succede se, dopo la sentenza, il lavoratore chiede di rientrare alle dipendenze della società cedente ma questa non ripristina il rapporto di lavoro?
Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Luca Peron, pubblicato su NT+Lavoro – IlSole24Ore il 23 Luglio 2025, che analizza come il Dlgs 24/2023, che ha attuato la direttiva europea 2019/1937 sul whistleblowing, abbia introdotto nel nostro ordinamento una protezione rafforzata per i lavoratori che effettuano una segnalazione utilizzando il canale di whistleblowing, disciplinando specificamente all’articolo 17 l’onere della prova in caso di licenziamento ritorsivo.
Parlare di retribuzione oggi significa interrogarsi su modelli di governance, cultura organizzativa e politiche valoriali d’impresa. La recente Legge 76/2025, entrata in vigore il 10 giugno scorso, si colloca esattamente in questo nuovo paradigma: la partecipazione dei lavoratori viene finalmente riconosciuta come elemento strutturale della competitività aziendale, e non più come opzione accessoria di matrice sindacale o ideologica.
Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Mariapaola Rovetta Arici che analizza i contenuti e le implicazioni della sentenza n. 68 del 22 maggio 2025 – una svolta importante nel riconoscimento della genitorialità intenzionale nelle coppie omogenitoriali. In particolare, questo articolo analizza le ricadute della decisione sul piano giuridico e, soprattutto, sulle politiche del lavoro. In un contesto normativo ancora incompleto, le aziende si trovano sempre più spesso a dover rispondere a nuove istanze di tutela. È un’occasione — e una responsabilità — per ripensare il welfare aziendale in chiave inclusiva e al passo con il cambiamento sociale.
Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Mariapaola Rovetta Arici, pubblicato su NT+ Lavoro – IlSole24Ore che, alla luce della sentenza n. 68 del 22 maggio 2025 della Corte Costituzionale, analizza i contenuti e le implicazioni della stessa, con particolare attenzione al riconoscimento giuridico del genitore “intenzionale” e all’impatto che essa potrebbe avere non solo sul piano civile, ma anche in ambito lavorativo e sociale, evidenziando come le imprese possano giocare un ruolo chiave nel garantire diritti e pari dignità ai nuovi modelli familiari.
Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Luca Peron, pubblicato su La Repubblica il 25 Luglio 2025, che analizza la cassa integrazione per caldo eccessivo, un ammortizzatore sociale che viene concesso per sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa connesse a eccezionali situazioni climatiche, di norma con temperature superiori ai 35 gradi.
Condividiamo l'articolo dell'Avv. Orazio Marano, pubblicato su NT+ Lavoro – IlSole24Ore il 17 Luglio 2025, che analizza la sentenza dello scorso 24 giugno 2025, n. 2707, del Tribunale di Catania, che ha annullato una sanzione disciplinare conservativa (multa pari a 2 ore di retribuzione), non avendo la società resistente (datrice di lavoro del dipendente sanzionato) fornito la prova – nel corso del giudizio – di avere dato lettura, o quantomeno di avere tentato di farlo, della lettera di contestazione disciplinare che il lavoratore si era rifiutato di ricevere.
Condividiamo l'articolo dell'Avv. Luca Peron, pubblicato su NT+ Lavoro – IlSole24Ore il 15 Luglio 2025, che analizza la sentenza dello scorso 23 giugno 2025, n. 177, del Tribunale di Massa, secondo cui la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato non può essere elusa dal formale inquadramento del rapporto attraverso la nomina a consigliere di amministrazione quando la realtà fattuale dimostri l’esistenza di indici tipici della subordinazione.