L'entrata in vigore della direttiva europea sulla trasparenza salariale e l'impiego di robot umanoidi nelle fabbriche Hyundai raccontano la stessa trasformazione: il lavoro sta cambiando rapidamente. Se da un lato la tecnologia automatizza molte attività, dall'altro emerge con ancora maggiore evidenza ciò che distingue l'essere umano dalle macchine: il bisogno di partecipazione, riconoscimento e coinvolgimento nelle decisioni che incidono sul proprio lavoro. In questo nuovo scenario il diritto del lavoro non dovrà limitarsi a regolare salari e tutele, ma accompagnare l'innovazione garantendo trasparenza, formazione, riconversione professionale e una distribuzione equa dei benefici della produttività.
Lo Studio ha recentemente ottenuto provvedimenti giudiziari in materia di: unico centro di imputazione del rapporto di lavoro, superiore inquadramento e licenziamento disciplinare. Condividiamo l’approfondimento a cura dell’Avv. Antonio Cazzella. La Corte d’Appello di Torino – ribadito l’onere del lavoratore di dimostrare l’esistenza di unico centro di imputazione del rapporto di lavoro (nella fattispecie […]
Il seguente contributo, a dell'Avv. Antonio Cazzella e pubblicato su DirittoBancario, analizza il tema dello stalking occupazionale e delle iniziative che il datore di lavoro può adottare per non essere ritenuto responsabile di eventuali danni nei confronti del dipendente.
Lo Studio ha recentemente ottenuto provvedimenti giudiziari in materia di: ammissibilità dei motivi di ricorso in Cassazione, interruzione della prescrizione per contributi da versare al lavoratore, inquadramento del lavoratore nell’ipotesi di un cambio di appalto, licenziamento per giusta causa a seguito di colluttazione, demansionamento. Condividiamo l'approfondimento a cura dell'Avv. Antonio Cazzella.
Il rapporto fiduciario tra banca e dipendente resta un elemento centrale nel settore del credito, soprattutto quando entrano in gioco dati sensibili e accessi ai conti correnti dei clienti. Una recente pronuncia del Tribunale del Lavoro di Avellino affronta proprio il delicato equilibrio tra violazione delle procedure interne, tutela della privacy e proporzionalità delle sanzioni disciplinari.
Condividiamo il contributo a cura dell'Avv. Antonio Cazzella e pubblicato sul sito di DirittoBancario, che affronta il tema degli oneri probatori che gravano sul datore di lavoro al fine di dimostrare la legittimità del licenziamento per giusta causa.
Lo Studio ha recentemente ottenuto provvedimenti giudiziari in materia di: licenziamento per giusta causa, differenze retributive a titolo di lavoro straordinario da aggiungersi a quanto già pattuito a titolo di “straordinario forfettizzato”, estensibilità ai coeredi degli effetti dell’impugnazione stragiudiziale di un licenziamento. Condividiamo l'approfondimento a cura dell'Avv. Antonio Cazzella.
Nel valutare un illecito disciplinare, oggi non basta più fermarsi al fatto: conta capire anche il contesto e l’intenzionalità del lavoratore. La giurisprudenza conferma che condotte consapevoli e in violazione delle regole possono giustificare il licenziamento. Ma se emergono negligenza, carenze organizzative o prassi tollerate, la valutazione cambia, incidendo sulla gravità e sulla proporzionalità della sanzione.
Il contributo dell'Avv. Antonio Cazzella, pubblicato su DirittoBancario, analizza il trasferimento del lavoratore per incompatibilità ambientale alla luce della recente sentenza della Cassazione (n. 4198 del 25 febbraio 2026).
L’autore, nell’analizzare la disciplina di cui all’art. 2103 C.c., ricorda come tale istituto non abbia natura disciplinare e sia legittimo solo in presenza di esigenze tecniche, organizzative e produttive. In tale contesto evidenzia come la conflittualità tra lavoratori possa integrare le citate esigenze, giustificando il trasferimento quale strumento di garanzia del corretto funzionamento dell’unità produttiva.