Blog Standard

Soldi per non andare in altre aziende: come funziona il “patto di non concorrenza”

Il patto di non concorrenza rappresenta uno degli strumenti più delicati nel bilanciamento tra libertà del lavoratore e tutela degli interessi dell’impresa. Da un lato, consente al datore di lavoro di proteggere il proprio patrimonio di conoscenze e relazioni; dall’altro, impone limiti concreti alla possibilità, per il lavoratore, di proseguire la propria attività professionale una volta cessato il rapporto. Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Damiana Lesce, pubblicato su Repubblica
LeggiSoldi per non andare in altre aziende: come funziona il “patto di non concorrenza”

Blocca la promozione di una collega perché donna. Dirigente licenziato

la discriminazione va valutata nei suoi effetti, indipendentemente dalle intenzioni dichiarate, e che atteggiamenti di questo tipo, soprattutto se provenienti da ruoli di responsabilità, compromettono il rapporto di fiducia con l’azienda. Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Damiana Lesce, pubblicato su Repubblica, che evidenzia come il rispetto delle pari opportunità non sia solo un principio astratto, ma un criterio concreto di valutazione dei comportamenti in ambito lavorativo.
LeggiBlocca la promozione di una collega perché donna. Dirigente licenziato

La Giurisprudenza di T&P – Aprile

Lo Studio ha recentemente ottenuto provvedimenti giudiziari in materia di: licenziamento per giusta causa, differenze retributive a titolo di lavoro straordinario da aggiungersi a quanto già pattuito a titolo di “straordinario forfettizzato”, estensibilità ai coeredi degli effetti dell’impugnazione stragiudiziale di un licenziamento. Condividiamo l'approfondimento a cura dell'Avv. Antonio Cazzella.
LeggiLa Giurisprudenza di T&P – Aprile

Whatsapp tra colleghi, quando la lesività vince sulla riservatezza

Nel contesto lavorativo contemporaneo, la comunicazione digitale ha reso sempre più labile il confine tra sfera privata e responsabilità professionale. La giurisprudenza sta progressivamente delineando criteri interpretativi non sempre univoci. Tra questi, emerge con forza il tema della prevedibilità della diffusione dei messaggi, che può trasformare una conversazione privata in un comportamento disciplinarmente rilevante.
LeggiWhatsapp tra colleghi, quando la lesività vince sulla riservatezza
Drag