Condividiamo l'intervista all'Avv. Stefano Trifirò, trasmessa sabato 20 Settembre su Giornale Radio nel programma "Conti in Tasca" a cura di Sergio Luciano, sulla partecipazione de lavoratori agli utili aziendali (Legge 15 maggio 2025, n. 76).
Secondo le recenti indicazioni per la scuola da parte del Ministro Valditara, alle medie verrà reintrodotto (facoltativo) lo studio del latino (Corriere, 15.1.2025). Sul punto si è alzato, come sempre sul tema scuola, un gran polverone, dove opinioni contrastanti sono state espresse con argomenti a volte condivisibili, spesso ideologizzati. Il latino è ancora un ascensore sociale? è una lingua che dà qualche prestigio, se non potere, o è invece una lingua odiosa, che si deve studiare senza alcuna utilità?
Post, chat e licenziamenti: fino a dove arriva il diritto di critica?
Può davvero un commento sarcastico su Facebook o una chat di WhatsApp costare il posto di lavoro? La risposta è meno scontata di quanto sembri. La Costituzione tutela la libertà di espressione e il diritto di critica, ma questo diritto non è assoluto: quando le parole oltrepassano il confine e diventano insulto o diffamazione, soprattutto se in uno spazio pubblico, la conseguenza può essere anche il licenziamento.
Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Enrico Vella, pubblicato il 22 Settembre 2025 su NT+ Lavoro – IlSole24Ore, sul tema dell'uso strumentale del distacco o dell’appalto per eludere la normativa e le decisioni giudiziarie
Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Valentina Ruzzenenti, pubblicato il 22 Settembre 2025 su NT+ Lavoro – IlSole24Ore sul tema della validità di forme adottate dal datore di lavoro in caso di licenziamento.
Dal giugno 2025 è entrata in vigore una nuova legge che segna un cambio di paradigma nel diritto del lavoro italiano: per la prima volta viene regolamentata la partecipazione dei dipendenti alla vita delle imprese, non solo attraverso strumenti economici come premi di risultato, welfare aziendale o azionariato diffuso, ma anche mediante forme di coinvolgimento diretto nei processi decisionali. L’obiettivo è ambizioso: aumentare la produttività, rafforzare la coesione sociale e favorire un’economia più inclusiva.
Nell’era digitale, il confine tra vita privata e ambito lavorativo è sempre più sottile — e spesso oggetto di controversie. Un commento ironico su Facebook, una chat privata inoltrata senza consenso, o un’email aziendale consultata dopo la fine del rapporto di lavoro: episodi all’apparenza banali che possono trasformarsi in prove determinanti per un licenziamento.Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Stefano Trifirò, sul tema delicato della privacy nell'epoca digitale, pubblicato su Corriere Economia il 22 Settembre 2025.
Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Tiziano Feriani, pubblicato su La Repubblica il 20 settembre 2025, che analizza il tema del comportamento tenuto fuori dall’ambito lavorativo e come questo, eventualmente, possa arrivare a determinare una condanna o impattare sul rapporto di lavoro fino al suo termine.
Con l’ordinanza n. 21464 del 25 luglio 2025, la Corte di Cassazione interviene in modo innovativo sul tema della responsabilità per i danni da fumo, affermando che la scelta del consumatore non esclude di per sé l’obbligo risarcitorio del produttore. In particolare, la Suprema Corte richiama l’art. 2050 c.c., riconoscendo nella produzione e commercializzazione del tabacco un’attività pericolosa, e ridefinisce il peso della consapevolezza individuale nei meccanismi di imputazione del danno.
Condividiamo la foto ufficiale dello Studio ai Legacommunity Labour Awards 2025, dove lo Studio legale Trifirò & Partners Avvocati è stato insignito del premio Law Firm of the Year in ambito Litigation.
Nell'ordine, Avv. ti Claudio Ponari, Francesco Cristiano, Tommaso Targa, Paola Lonigro, Damiana Lesce , Marina Tona, Luca Peron , Marina Olgiati, Francesco Chiarelli.