La sentenza del Tribunale di Milano affronta i limiti della somministrazione di lavoro, affermando che anche lo staff leasing deve conservare una natura intrinsecamente temporanea. Il giudizio nasce dal ricorso di una lavoratrice impiegata per oltre 4 anni presso la stessa impresa, prima con contratti di somministrazione a termine e poi a tempo indeterminato, sempre nelle medesime mansioni, fino alla cessazione anticipata della missione. Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Luca Peron pubblicato sul portale NT+ Lavoro – IlSole24Ore
La sentenza della Corte d’appello di Palermo riguarda il licenziamento per giusta causa di un addetto alla sicurezza di una sala bingo coinvolto in una rissa tra clienti. Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Tiziano Feriani pubblicato sul portale NT+ Lavoro – IlSole24Ore
Le sentenze della Prima Sezione Civile della Cassazione n. 3425/2025 e n. 11241/2025 intervengono su due temi centrali del contenzioso finanziario: la responsabilità indiretta del preponente e la decorrenza della prescrizione dell’azione risarcitoria.
Il tema dei controlli a distanza dei dipendenti torna al centro del dibattito giuslavoristico alla luce di recenti pronunce che chiariscono quando il ricorso a investigatori esterni sia legittimo. In particolare, la giurisprudenza conferma la possibilità per il datore di lavoro di tutelarsi da condotte illecite che non possono essere accertate con i controlli ordinari previsti dallo Statuto dei Lavoratori. Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Francesco Torniamenti, pubblicato su La Repubblica il 6 gennaio.
La presenza del dipendente in luoghi di svago durante l’assenza per malattia solleva spesso interrogativi sulla legittimità del licenziamento disciplinare. La giurisprudenza recente chiarisce quando tali comportamenti possono integrare una grave violazione degli obblighi contrattuali, incidendo sul rapporto fiduciario con il datore di lavoro.
La qualificazione del rapporto di lavoro dei navigator continua a essere oggetto di contenzioso, soprattutto in relazione alla possibilità di ricondurlo nell’alveo del lavoro subordinato. La Corte d’appello di Napoli interviene nuovamente sul tema, ribadendo che la riqualificazione del rapporto non può fondarsi su mere affermazioni, ma richiede un solido impianto probatorio sulle concrete modalità di svolgimento della prestazione.
La sentenza del Tribunale di Tivoli affronta il tema del prolungamento convenzionale del periodo di preavviso nelle dimissioni, chiarendo i limiti entro cui l’autonomia contrattuale può derogare alla disciplina collettiva. Pur riconoscendo la legittimità di accordi individuali che prevedano un preavviso più lungo rispetto a quello fissato dal Ccnl, si ribadisce la necessità di un equilibrio tra gli interessi del datore e del lavoratore.
La sentenza della Corte d’appello di Roma si inserisce nel solco della giurisprudenza che tutela il corretto utilizzo dell’assenza per malattia, richiamando il lavoratore al rispetto dei doveri di lealtà e buona fede. Il caso esaminato riguarda un dipendente che, pur affetto da una patologia reale, ha svolto un’intensa attività lavorativa presso terzi durante il periodo di malattia, sollevando dubbi sulla genuinità dell’incapacità lavorativa dichiarata.
La sentenza del Tribunale di Roma affronta il tema della rilevanza delle dichiarazioni rese dal lavoratore nella fase preassuntiva, chiarendo come informazioni false o fuorvianti possano incidere in modo determinante sul vincolo fiduciario. Il caso esaminato riguarda dichiarazioni mendaci sulle pregresse esperienze professionali, risultate decisive ai fini dell’assunzione e della qualificazione del rapporto di lavoro.