Nell'episodio odierno affrontiamo un tema apparentemente semplice ma in realtà estremamente delicato per chi opera nella gestione del personale: il patto di prova. Uno strumento che le aziende conoscono bene, ma che nella pratica viene spesso dato per scontato o utilizzato in modo impreciso. Eppure, se impostato correttamente, è un passaggio chiave per verificare se il rapporto di lavoro funziona davvero, per entrambe le parti.
A 94 anni, l’Avv. Salvatore Trifirò ha conquistato il primo posto nei 60 metri indoor ai Campionati Regionali Master Open, dimostrando che passione, disciplina e determinazione non hanno età. Un risultato frutto anche del lavoro svolto con il suo trainer Valerio Gaudio. Un esempio autentico di sportività e di eccellenza che ci rende profondamente orgogliosi.
Martedì 3 febbraio si è svolto il panel "Le indagini difensive e il controllo da remoto", che ha visto come relatori gli Avv.ti Francesco Cristiano e Jacopo Provera – Trifirò & Partners Avvocati, affiancati dal Dott. Francesco Caliò di DETEGO Investigazioni dal 1962.
Sul Sole 24 Ore di oggi Carlo Marroni dedica un commento intenso al libro dell’Avv. Salvatore Trifirò, “Volevo fare il Viceré”, soffermandosi in particolare sulle pagine degli anni di piombo e sui due attentati terroristici cui l'autore scampò senza mai abbandonare la fiducia nel diritto.
Il seguente contributo analizza il tema della circolazione dei beni culturali, soffermandosi sui profili giuridici che regolano la vendita e il trasferimento della proprietà. A partire dall’inquadramento normativo, l’articolo mette in luce i delicati equilibri tra tutela dell’interesse pubblico e autonomia negoziale dei privati, offrendo spunti di riflessione utili sia per gli operatori del settore sia per i professionisti del diritto.
Siamo lieti di annunciare che il 12 febbraio, presso la Libreria Rizzoli, in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, l'Avv. Salvatore Trifirò presenterà il suo libro "Volevo fare il Viceré" in dialogo con Ferruccio De Bortoli.
Vi aspettiamo numerosi!
Quando scatta la molestia sul lavoro? Non serve un “no” esplicito né un contatto fisico. È sufficiente che il comportamento sia indesiderato e generi imbarazzo o disagio, soprattutto in presenza di una relazione di potere. Una recente sentenza del Tribunale di Treviso conferma la legittimità del licenziamento per giusta causa di un dirigente per molestie avvenute anche tramite messaggi e allusioni digitali.
Lo Studio ha recentemente ottenuto provvedimenti giudiziari in materia di: comportamento antisindacale (costituzione di una RSA e diritto di indire assemblee), rapporto di lavoro subordinato in ambito giornalistico, licenziamento per giusta causa, licenziamento per ragioni economiche, maturazione delle ferie nel periodo di sospensione cautelare del dipendente coinvolto in processo penale. Condividiamo l'approfondimento a cura dell'Avv. Antonio Cazzella.
Cari Lettori, alleghiamo gli Highlights 2026 contenenti gli approfondimenti di maggior rilievo e le tematiche più dibattute nel corso dell'anno appena trascorso. Restiamo, quindi, a vostra completa disposizione per ogni approfondimento.