In occasione dell’Assemblea Nazionale di Confimi Industria a Roma, Trifirò&Partners ha avuto un’importante occasione di visibilità grazie alla partecipazione dell'Avv. Orazio Marano, invitato all’evento in rappresentanza della nostra realtà.
Il patto di prova rappresenta uno degli snodi più delicati del rapporto di lavoro, un meccanismo spesso percepito come un semplice adempimento iniziale ma che, in realtà, custodisce implicazioni giuridiche di grande rilievo: un errore formale o sostanziale può trasformare un ordinario recesso in un licenziamento ingiustificato, con conseguenze pesanti per il datore di lavoro. Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Salvatore Trifirò, pubblicato su Corriere Economia.
Durante il seminario AIDP del 28 novembre 2025, dedicato alla gestione del personale alla luce delle più recenti novità normative, l’Avv. Giacinto Favalli (Trifirò & Partners Avvocati) ha tenuto un intervento particolarmente apprezzato, concentrato sulla disciplina dei licenziamenti individuali e sugli orientamenti giurisprudenziali più significativi emersi negli ultimi anni.
L’assenza ingiustificata dal lavoro rappresenta una delle situazioni più delicate nella gestione del rapporto di lavoro, poiché può compromettere l’organizzazione aziendale e, nei casi più gravi, portare a sanzioni disciplinari fino al licenziamento. Le regole che disciplinano tempi, obblighi di comunicazione e conseguenze sono definite soprattutto dai contratti collettivi, che stabiliscono quando l’assenza diventa rilevante sul piano disciplinare e quali soglie possono far scattare la risoluzione del rapporto.
Segnaliamo l'evento gratuito e in presenza del 10 Dicembre, presso l'Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano, organizzato dall'Ordine degli Avvocati di Milano con il patrocinio di Milano Cortina 2026, dal tema "Safeguarding dell'atleta: fondamenti giuridici e l'esperienza di Milano Cortina 2026".
La recente pronuncia del Tribunale di Benevento chiarisce che, in caso di sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore, il datore di lavoro non può limitarsi a verificare l’assenza di mansioni compatibili, ma deve attivarsi concretamente per adottare soluzioni organizzative che consentano la prosecuzione del rapporto. L’obbligo di repêchage si affianca quindi a quello di predisporre “accomodamenti ragionevoli”, richiesti dai principi di correttezza, buona fede e solidarietà.
La Corte d’appello di Milano ha ribadito come, in caso di condotta disciplinarmente rilevante del lavoratore, sia sempre necessario verificare in concreto la gravità dei fatti e la proporzionalità della sanzione, alla luce dei principi consolidati della giurisprudenza di legittimità.
La decisione conferma che il licenziamento per giusta causa è legittimo quando la reazione del dipendente supera la soglia della legittima difesa e si traduce in un’aggressione, compromettendo il vincolo fiduciario con il datore di lavoro. Ciò che conta è il comportamento tenuto dal lavoratore e la sua idoneità a ledere tale fiducia.
La recente sentenza della Corte d’appello di Roma offre un importante chiarimento in materia di patti di non concorrenza, evidenziando i limiti entro cui tali accordi possono essere validamente stipulati. Il caso esaminato mette in luce come l’eccessiva ampiezza dell’obbligo imposto al lavoratore possa tradursi in una compressione ingiustificata della sua libertà professionale, rendendo il patto nullo per violazione dei requisiti previsti dal codice civile.
Lo Studio ha recentemente ottenuto provvedimenti giudiziari in materia di: proroga dei termini previsti dal CCNL per l’adozione del provvedimento disciplinare, smart working, orario di lavoro di un dipendente con qualifica di quadro, licenziamento per inadempimenti nello svolgimento del lavoro assegnato, rilevanza del “pendolarismo” quale presupposto per impugnare un trasferimento con procedimento d’urgenza. Condividiamo l'approfondimento a cura dell'Avv. Antonio Cazzella.
Condividiamo di seguito un approfondimento a cura dell’Avv. Stefano Trifirò, che offre una lettura chiara e aggiornata dell’evoluzione del welfare aziendale nelle PMI italiane. L’analisi mostra come politiche retributive e strumenti di welfare non siano elementi separati, ma parti integranti di una strategia giuslavoristica moderna, capace di coniugare efficienza, partecipazione dei lavoratori e sostenibilità organizzativa. Una cornice normativa in continua evoluzione, unita a una corretta progettazione interna, permette alle imprese di creare valore e rafforzare relazioni di fiducia, trasformando la retribuzione in un vero motore di coesione e crescita condivisa.