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Attività analoghe pregresse non invalidano il contratto di apprendistato

Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Andrea Beretta che analizza come, per ritenere illegittimo un contratto di apprendistato, non sia sufficiente aver già svolto attività analoghe anche presso altri datori di lavoro, ma occorra dimostrare con precisione che le esperienze lavorative pregresse rendano superfluo il percorso formativo che caratterizza detta tipologia contrattuale. 
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Legittimo il licenziamento del dirigente per svolgimento di altra attività in malattia

Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Marina Olgiati, pubblicato su NT+Lavoro IlSole24Ore il 27 agosto 2025, che analizza il licenziamento legittimo del dirigente per svolgimento di altra attività durante un periodo di  malattia. Per il Tribunale di Terni sono stati violati sia i doveri di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto, sia lo specifico obbligo di fedeltà.
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Legge 104 – Beccato al mare col figlio? Non è abuso se poi assiste la mamma di notte – La Cassazione salva il lavoratore

la Legge 104 non impone che l’assistenza coincida con l’orario di lavoro; può essere svolta anche di sera o di notte; è il datore che deve dimostrare l’abuso. Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Stefano Trifirò
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Insulti su WhatsApp o Facebook: ecco perché in un caso non si può essere licenziati e nell’altro sì

Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Marina Olgiati, pubblicato su La Repubblica il 24 Agosto 2025, che analizza la tematica dell'utilizzo dei social media a scopo diffamatorio e conseguente licenziamento. Il Tribunale di Milano, con la sentenza n. 3405 dello scorso 18 luglio 2025, ha posto una netta distinzione tra comunicazioni private, coperte da segretezza costituzionale, e manifestazioni pubbliche del pensiero, che possono, invece, avere conseguenze dirette sul rapporto di lavoro.
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Social, lavoro e diritto: quando le parole pesano

Nell’attuale scenario digitale, la comunicazione privata e quella pubblica transitano spesso sugli stessi strumenti: WhatsApp, Facebook, Telegram, Instagram, TikTok... È tuttavia fondamentale ricordare che chat e messaggi privati costituiscono corrispondenza riservata e, pertanto, in assenza di una valida base giuridica, qualsiasi attività di monitoraggio o trattamento da parte del datore di lavoro è illecita. Il confine tra vita privata e responsabilità professionale è pertanto sottile, ma non invisibile. Ogni parola espressa online può tradursi in conseguenze giuridiche e professionali concrete. Per questo motivo sono indispensabili regole interne chiare, procedure trasparenti e una maggiore consapevolezza da parte di dipendenti, HR, manager e dirigenti. Oltre che del singolo.
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La somministrazione che dura tre anni è irregolare. Ma la riforma del 2025 cambia lo scenario

Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Diego Meucci, pubblicato su La Repubblica il 10 Agosto 2025, che analizza la recente sentenza n. 196/2025 della Corte di Appello di Lecce. La pronuncia riporta al centro dell’attenzione il tema della somministrazione di lavoro e dei suoi limiti, riaffermando il principio secondo cui missioni prolungate e prive di giustificazione sostanziale possono trasformarsi in rapporti subordinati a tempo indeterminato. Tuttavia, il quadro normativo è cambiato con l’entrata in vigore della Legge n. 203/2024, che ha modificato in modo significativo regole e deroghe in materia. La combinazione tra nuova disciplina e orientamenti giurisprudenziali impone un’attenta valutazione dei contratti in essere e delle strategie di gestione del personale, per prevenire contenziosi e garantire conformità.
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Estate 2025: dal termometro al tribunale

Dal caldo al contenzioso: il clima diventa questione di diritto L’estate 2025 non è solo un’emergenza meteorologica: è il segnale che il cambiamento climatico ha ormai invaso il campo giuridico. Temperature estreme, ordinanze regionali anti-caldo, sentenze internazionali e prime cause contro Stati e aziende mostrano che il diritto non può più restare spettatore. Oggi, il clima non si misura solo con il termometro, ma anche con norme, responsabilità e diritti violati. Questo approfondimento racconta come il riscaldamento globale stia riscrivendo le regole del diritto, aprendo una nuova stagione di giustizia climatica.
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Patto di non concorrenza, nullità per sproporzione tra limitazioni e corrispettivo

Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Diego Meucci, pubblicato su NT+ Lavoro – IlSole24Ore il 28 Luglio 2025, che analizza come la sentenza 593/2025 dell’11 luglio della Corte d’Appello di Catania offra un'interessante applicazione dei principi consolidati in materia di validità dei patti di non concorrenza post-contrattuali, confermando l’orientamento della Cassazione sulla necessaria proporzionalità tra limitazioni imposte al lavoratore e corrispettivo pattuito.
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