Condividiamo l'approfondimento firmato dagli Avv.ti Giacinto Favalli-Giuseppe Sacco pubblicato sulla rivista Diritto & Pratica del lavoro sul tema della reperibilità del lavoratore.
L’approfondimento che segue, a cura dell’Avv. Damiana Lesce, analizza i principi affermati dalla Suprema Corte, evidenziando le conseguenze pratiche per le aziende e le tutele riconosciute ai lavoratori. Una decisione di rilievo, che contribuisce a ridefinire gli equilibri tra autonomia societaria e responsabilità solidale all’interno dei gruppi d’impresa, in un’ottica di maggiore trasparenza e garanzia dei diritti dei lavoratori.
Condividiamo l'articolo dell'Avv. Antonio Cazzella che, sulla più recente rassegna giurisprudenziale in materia di lavoro, evidenzia un approccio sempre più attento alla concretezza dei fatti e al corretto esercizio dei poteri datoriali. Dalle decisioni su demansionamento, licenziamenti e cessione di ramo d’azienda, fino ai casi di responsabilità per infortuni, inquadramenti e abusi processuali, la Cassazione e le Corti d’Appello tracciano orientamenti che incidono profondamente sulla gestione del personale e sulle relazioni industriali.
Condividiamo l'intervista all'Avv. Stefano Trifirò, trasmessa sabato 20 Settembre su Giornale Radio nel programma "Conti in Tasca" a cura di Sergio Luciano, sulla partecipazione de lavoratori agli utili aziendali (Legge 15 maggio 2025, n. 76).
Secondo le recenti indicazioni per la scuola da parte del Ministro Valditara, alle medie verrà reintrodotto (facoltativo) lo studio del latino (Corriere, 15.1.2025). Sul punto si è alzato, come sempre sul tema scuola, un gran polverone, dove opinioni contrastanti sono state espresse con argomenti a volte condivisibili, spesso ideologizzati. Il latino è ancora un ascensore sociale? è una lingua che dà qualche prestigio, se non potere, o è invece una lingua odiosa, che si deve studiare senza alcuna utilità?
Post, chat e licenziamenti: fino a dove arriva il diritto di critica?
Può davvero un commento sarcastico su Facebook o una chat di WhatsApp costare il posto di lavoro? La risposta è meno scontata di quanto sembri. La Costituzione tutela la libertà di espressione e il diritto di critica, ma questo diritto non è assoluto: quando le parole oltrepassano il confine e diventano insulto o diffamazione, soprattutto se in uno spazio pubblico, la conseguenza può essere anche il licenziamento.
Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Enrico Vella, pubblicato il 22 Settembre 2025 su NT+ Lavoro – IlSole24Ore, sul tema dell'uso strumentale del distacco o dell’appalto per eludere la normativa e le decisioni giudiziarie
Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Valentina Ruzzenenti, pubblicato il 22 Settembre 2025 su NT+ Lavoro – IlSole24Ore sul tema della validità di forme adottate dal datore di lavoro in caso di licenziamento.
Dal giugno 2025 è entrata in vigore una nuova legge che segna un cambio di paradigma nel diritto del lavoro italiano: per la prima volta viene regolamentata la partecipazione dei dipendenti alla vita delle imprese, non solo attraverso strumenti economici come premi di risultato, welfare aziendale o azionariato diffuso, ma anche mediante forme di coinvolgimento diretto nei processi decisionali. L’obiettivo è ambizioso: aumentare la produttività, rafforzare la coesione sociale e favorire un’economia più inclusiva.