Il patto di prova rappresenta uno degli snodi più delicati del rapporto di lavoro, un meccanismo spesso percepito come un semplice adempimento iniziale ma che, in realtà, custodisce implicazioni giuridiche di grande rilievo: un errore formale o sostanziale può trasformare un ordinario recesso in un licenziamento ingiustificato, con conseguenze pesanti per il datore di lavoro. Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Salvatore Trifirò, pubblicato su Corriere Economia.
Lo Studio ha recentemente ottenuto provvedimenti giudiziari in materia di: proroga dei termini previsti dal CCNL per l’adozione del provvedimento disciplinare, smart working, orario di lavoro di un dipendente con qualifica di quadro, licenziamento per inadempimenti nello svolgimento del lavoro assegnato, rilevanza del “pendolarismo” quale presupposto per impugnare un trasferimento con procedimento d’urgenza. Condividiamo l'approfondimento a cura dell'Avv. Antonio Cazzella.
Condividiamo di seguito un approfondimento a cura dell’Avv. Stefano Trifirò, che offre una lettura chiara e aggiornata dell’evoluzione del welfare aziendale nelle PMI italiane. L’analisi mostra come politiche retributive e strumenti di welfare non siano elementi separati, ma parti integranti di una strategia giuslavoristica moderna, capace di coniugare efficienza, partecipazione dei lavoratori e sostenibilità organizzativa. Una cornice normativa in continua evoluzione, unita a una corretta progettazione interna, permette alle imprese di creare valore e rafforzare relazioni di fiducia, trasformando la retribuzione in un vero motore di coesione e crescita condivisa.
La Cassazione ha riconosciuto che ingannare il paziente con terapie illusorie compromette la sua autodeterminazione e giustifica il risarcimento. È una conferma del ruolo dell’art. 32: tutelare la salute significa anche proteggere la lucidità delle scelte, soprattutto quando non resta che scegliere con verità il proprio cammino. Approfondimento a cura dell'Avv. Bonaventura Minutolo
Le modalità di presentazione delle dimissioni rappresentano un tema di grande rilevanza pratica per lavoratori e datori di lavoro, soprattutto alla luce dei continui interventi interpretativi e giurisprudenziali degli ultimi anni. L’approfondimento curato dall’Avv. Anna Minutolo (Trifirò & Partners Avvocati) offre un quadro aggiornato su un aspetto particolarmente delicato: l’applicabilità della procedura telematica obbligatoria anche alle dimissioni rassegnate durante il periodo di prova.
Il provvedimento dell’11 novembre 2025, con cui il Primo Presidente della Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione delle fideiussioni conformi allo schema ABI, segna un passaggio decisivo in un ambito giuridico caratterizzato da interpretazioni ancora discordanti. Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Francesco Autelitano.
Con la sentenza n. 156 del 30 ottobre 2025, la Corte Costituzionale è nuovamente intervenuta sull’art. 19, primo comma, dello Statuto dei Lavoratori (legge n. 300/1970), dichiarandone l’illegittimità costituzionale nella parte in cui non consente la costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali (RSA) ad iniziativa dei lavoratori anche nell’ambito delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Antonio Cazzella,pubblicato su DirittoBancario, che analizza la rilevanza del rendimento connesso alla prestazione lavorativa fornita dal dipendente e la connessa sua valutazione ai fini dell’irrogazione di misure disciplinari.
Condividiamo l'articolo dell'Avv. Antonio Cazzella che, sulla base della più recente rassegna giurisprudenziale, evidenzia una costante evoluzione nell’interpretazione dei rapporti tra datore di lavoro e lavoratore, orientandosi verso un equilibrio sempre più raffinato tra tutela dei diritti individuali e legittimo esercizio dei poteri datoriali.
Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Antonio Cazzella, pubblicato su DirittoBancario il 10 Ottobre 2025, che analizza i casi in cui possa considerarsi legittimo il rifiuto da parte del dipendente di svolgere le mansioni assegnate nel contesto del rapporto di lavoro.