L’edizione 2026 della classifica Studi Legali dell’Anno di Ranking Professioni - Corriere della Sera conferma la crescente centralità delle grandi law firm nel panorama dell’avvocatura italiana. Tra le realtà che si distinguono figura anche Trifirò & Partners, inserito tra gli 86 studi che hanno ottenuto il bollino Top Ranking, riconoscimento riservato alle eccellenze del mercato legale italiano.
Giovedì 5 febbraio, l'Avv. 𝙎𝙖𝙡𝙫𝙖𝙩𝙤𝙧𝙚 𝙏𝙧𝙞𝙛𝙞𝙧𝙤̀ è stato ospite di Nicoletta Prandi nella trasmissione "Pane al Pane", su Radio Lombardia per parlare del suo libro "Volevo fare il Viceré".
Condividiamo l'articolo publiccato dal quotidiano Il Giorno il 4 Marzo, dopo la presentazione del libro "Volevo fare il Viceré" dell'Avv. Salvatore Trifirò nell'Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano.
Negli ultimi mesi ha suscitato ampio dibattito una sentenza del Tribunale di Roma, definita da molti come il “primo licenziamento per colpa dell’intelligenza artificiale”. Un’etichetta suggestiva, capace di alimentare timori e interrogativi sul futuro del lavoro nell’era digitale. Ma dietro la narrazione mediatica si nasconde una questione giuridica ben più articolata, che merita di essere analizzata con attenzione e senza semplificazioni.
Martedì 17 febbraio, l’Avv. Salvatore Trifirò è stato ospite della trasmissione televisiva Porta a Porta per un vivace e appassionato confronto sul tema della longevità.
Caporalato, rider, algoritmi, trasparenza salariale e gender pay gap: sono questi i temi al centro dell’intervista radio all’Avv. Tommaso Targa. Un confronto attuale su regole, tutele e nuove sfide del mercato del lavoro.
Un controllo a sorpresa, un “test del carrello” organizzato dall’azienda e un presunto errore alla cassa: da qui nasce una vicenda che riaccende il dibattito sui limiti dei controlli datoriali e sulla legittimità del licenziamento per giusta causa. Protagonista è un cassiere di supermercato licenziato dopo non essersi accorto di merce occultata da un ispettore aziendale fingendosi cliente.
L’intelligenza artificiale nei processi di selezione promette valutazioni più rapide ed efficienti, ma apre interrogativi su trasparenza, discriminazioni e tutela dei diritti dei lavoratori. Con l’AI Act europeo e le prime pronunce della giurisprudenza italiana, emerge l’obbligo per le aziende di garantire controllo umano, tracciabilità e piena responsabilità nelle decisioni algoritmiche.
La tutela dei lavoratori fragili rappresenta oggi uno snodo centrale del diritto del lavoro, soprattutto quando si intreccia con temi come lo smart working, il periodo di comporto e il divieto di discriminazione. Una recente pronuncia del Tribunale di Busto Arsizio offre l’occasione per fare chiarezza su obblighi e responsabilità dei datori di lavoro nei confronti di dipendenti affetti da gravi patologie.